Carattere Dipendente “Per favore non allontanarti!”

Paura della Paura, Disturbi di Panico
Paura della Paura, Disturbi di panico
11 Aprile 2021

Il nostro carattere riflette, in gran parte, la natura e la qualità delle prime relazioni significative che instauriamo con le figure più importanti, più comunemente padre e madre ma, in molti casi, anche zii, nonni ecc. La tipologia della relazione che si instaura tra il bambino e i genitori costruisce il filtro con il quale il bambino, anche una volta adulto, interpreterà se stesso, il rapporto tra sé e gli altri, e il mondo.

Proviamo a fare un esempio.

In un parco c’è un gruppetto di bambini che di tanto in tanto dopo la scuola, quando il tempo lo permette, si incontrano per giocare a pallone, accompagnati dalle loro mamme o dai loro papà.

I genitori seduti sulle panchine chiacchierano tra loro, ma con un occhio sempre attento a cosa capita nel campetto da calcio.

Durante il gioco, uno dei bambini nel tentativo di fare un gol, tira un calcio così forte, che il pallone schizza parecchio lontano. Luca insieme agli altri bambini della sua squadra, iniziano a correre per andare a riprendere il pallone, finito in un angolo lontano del parco.

La mamma di Luca, che ha osservato la scena, lo chiama: ” Luca, dove vai?”

E lui: “A prendere il pallone, mamma”.

“Luca aspetta, lascia stare, che lì non ti vedo e non mi fido, lascia andare gli altri bambini: giocherai di nuovo quando saranno tornati indietro”, è la replica della mamma.

In realtà il luogo dove la palla è rotolata non è pericoloso, semplicemente Luca si allontana dalla visuale della Mamma e questo è sufficiente per metterla in allarme.

La voglia di Luca, come degli altri bambini di correre dietro al pallone, così come la voglia di esplorare spazi nuovi è tanta. Ma in questo caso l’atteggiamento esplorativo è stato interrotto perché lui è uscito da un’immaginaria zona di sicurezza per passare a una altrettanto immaginaria zona di pericolo. Il confine tra queste due aree, però, non è quello stabilito da Luca bensì dalla madre. Luca fa ancora fatica a comprendere quando si entra in una zona di pericolo perché è piccolo, ma l’apprensione della mamma non lo aiuta.

Naturalmente questo è un esempio per dire che, se questo atteggiamento da parte della madre viene ripetuto spesso, imbrigliando il bambino ogniqualvolta egli si trovi a esplorare l’ambiente circostante, il risultato sarà che Luca finirà per metabolizzare i messaggi della mamma, che lo accompagneranno per gran parte della vita, che sono: “il mondo è un posto pericoloso, e io non sono abbastanza forte per affrontare, da solo, i pericoli di questo mondo”.

Il carattere che si strutturerà attraverso questo tipo di esperienze può essere sintetizzato nella parola “dipendente”, in sintesi, tenderà a pensare che, da solo, non è in grado di affrontare le sfide che la vita, prima o poi, gli metterà di fronte.

Si sentirà spesso insicuro, con la percezione di uno scarso valore personale, e avrà quasi sempre la sensazione di sentirsi al sicuro solo quando sarà vicino a una persona forte e affidabile che si prenda cura di lui.

Col tempo, la minaccia di abbandono da parte di persone vicine sarà considerata come un enorme pericolo da scongiurare, elaborando strategie e sopportando qualsiasi sacrificio per non rimanere soli e costretti a confrontarsi con i problemi della vita e a soccombere non avendo sufficiente valore personale per uscirne indenni. Anche di fronte a decisioni di scarsa rilevanza, si cercherà di chiedere a una persona di fiducia un parere “conclusivo” piuttosto che vagliare in autonomia le varie soluzioni e sceglierne una.

È come se la forza personale di cui si ritiene di avere bisogno fosse reperita in persone vicine piuttosto che all’interno di se stessi.

Per riassumere, chi tende a identificarsi con questo carattere percepirà maggiori difficoltà verso le situazioni esplorative, verso le novità, verso il cambiamento. La personalità dipendente avvertirà un senso di minaccia molto forte se non sentirà intorno a sé quella rassicurante cornice di punti di riferimento che gli permette di sentirsi più a suo agio e un po’ più sicuro.

Ricostruire punti di riferimento dentro di sé attraverso lo sviluppo di competenze sociali, affettive e comportamentali, tenendo conto della sensazione di forte debolezza e fragilità personale, rientra tra gli obiettivi terapeutici per una possibile indipendenza.